Dalla Russia con amore: Telegram bannato definitivamente

Telegram bannato definitivamente dopo l’ultima sentenza

Un tribunale russo ha stabilito che l’applicazione di messaggistica Telegram debba essere definitivamente bannata e con effetto immediato. La sentenza segue mesi di battaglie tra Telegram e Roskomnadzor, l’organismo di controllo delle telecomunicazioni della Russia. Il servizio di sicurezza federale della Russia (FSB) vorrebbe accedere ai dati degli utenti da Telegram attraverso la condivisione delle chiavi di crittografia, che Telegram si è rifiutato di condividere anche dopo una prima sentenza del tribunale.
Dopo l’ultima sentenza del tribunale che ha disposto il blocco immediato dell’applicazione è stato specificato altresì, che il divieto sarà attivo fino a quando Telegram non fornirà le chiavi di decifrazione all’FSB. Non è chiaro però quanto sarà immediato il divieto. Secondo autorevoli fonti giornalistiche estere il divieto sarebbe dovuto avvenire dopo il caso in cui Telegram si sarebbe avvallata della procedura di ricorso.

In realtà non è stato cosi. Il lunedì successivo all’emissione della sentenza da parte del tribunale i vari ISP locali Russi hanno iniziato a bloccare Telegram attraverso un metodo maldestro. Il metodo ha agito bloccando 15,8 milioni di IP su Amazon e le piattaforme cloud di Google. E’ corretto specificare che Telegram instrada il traffico attraverso questi servizi cloud statunitensi per eludere le interferenze dello stato russo; lo stesso fanno anche altre aziende russe, e dal momento che il blocco non è stato abbastanza selettivo dall’isolare solo i flussi di Telegram, ha portato ad un sacco di problemi e malfunzionamenti per i servizi bancari online e al dettaglio di tutto il paese.

Perché Telegram bannato definitivamente continua la sua battaglia?

Nel vicino 2016 la Russia ha introdotto severe leggi antiterrorismo tra cui la codifica dei servizi di messaggistica al fine di fornire alle autorità i dati occorrenti. Telegram si è sempre opposta a ciò. Il fondatore e CEO di Telegram Pavel Durov ha ora risposto al divieto con un messaggio di sfida al servizio. Si riportano le testuali parole pubblicate con un Tweet:

“The power that local governments have over IT corporations is based on money. At any given moment, a government can crash their stocks by threatening to block revenue streams from its markets and thus force these companies to do strange things (remember how last year Apple moved iCloud servers to China). 
At Telegram, we have the luxury of not caring about revenue streams or ad sales. Privacy is not for sale, and human rights should not be compromised out of fear or greed.”